Omicidio Sarchiè, pene confermate

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne inflitte in appello per l'omicidio di Pietro Sarchiè, 62enne commerciante ambulante di pesce di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), ucciso a colpi di pistola il 18 giugno 2014 in un contesto di rivalità nel lavoro. La Suprema Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili, lasciando inalterate le pene stabilite in secondo grado: ergastolo a Giuseppe Farina, difeso dall'avv. Francesco Voltattorni, e 20 anni di carcere al figlio Salvatore, assistito dall'avv. Felice Franchi. La condanna più bassa inflitta a quest'ultimo era dovuta all'esclusione della premeditazione e alla concessione delle attenuanti generiche, circostanze non riconosciute al padre. Il corpo di Sarchiè fu dato alle fiamme e ritrovato in un terreno nelle campagne maceratesi, tra San Severino Marche e Castelraimondo, il 5 luglio, nascosto sotto un materasso. Confermate anche le statuizioni per le parti civili costituite: la moglie della vittima, Ave Palestini, e i figli Jennifer e Yuri.

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